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Tutti i terrier di tipo bull sono cani che o si amano alla follia, o si odiano: non si conoscono vie di mezzo. E’ importantissimo, però, che l’eventuale “innamoramento” impulsivo sia seguito da un bel periodo di approfondimento e di studio, prima dell’acquisto di un cucciolo.
Questi sono cani speciali, eccezionali, grandiosi: ma non sono cani per tutti, e non si può agire d’impulso della scelta di queste razze.
Bisogna leggere libri e riviste (anche se spesso queste vanno interpretate cum grano salis, perché tendono a magnificare i pregi e a minimizzare i lati meno gradevoli) e soprattutto parlare con allevatori e proprietari. Anche gli allevatori meno seri e più commerciali tenderanno a rifilare cuccioli a chiunque (mentre quelli seri vi sottoporranno a un bel terzo grado e vorranno sapere TUTTO di voi prima di pensare di affidarvi un cane): i proprietari, invece, sono solitamente sinceri, perché non devono vendervi nulla e non hanno ragione di mentire.
L’unico problema è che…non sempre sono esperti cinofili (anzi!), quindi potrebbero dipingervi come difetti del cane quelli che in realtà sono (o sono stati) soltanto errori LORO nella gestione del cucciolo o dell’adulto.
Confrontando vari pareri (Internet in questi casi è preziosissimo!) si arriva comunque quasi sempre ad una panoramica abbastanza attendibile di quello che può aspettarci se decidiamo di metterci in casa uno di questi cani. A questo punto, valutati per bene tutti i pro e i contro, non ci resterà che cercare un buon allevamento (sempre, soltanto, rigorosamente quello! MAI affidarsi a negozi, annunci sul giornale o peggio “fiere del cucciolo” e altre indegnità del genere, se si pensa di acquistare un terrier di tipo bull)…e cominciare una nuova vita come compagni di viaggio di un cane che, se è stato scelto con attenzione e con la giusta dose di informazione, finiremo sicuramente per adorare e per trovare superiore a qualsiasi altro cane del mondo.
Però dobbiamo ricordare che il possesso di un cane come l’Amstaff (o qualsiasi altro terrier di tipo bull) comporta anche una grande responsabilità: quindi dovremo impegnarci a fondo nella sua educazione e nel suo addestramento, non aspettandoci che siano “gli altri” a dover subire le nostre scelte e magari a dover accettare seraficamente che un cane di trenta chili, con l’apertura boccale dello Squalo 3, gli salti addosso per strada. NOI sappiamo che vuole solo fargli le feste e che al massimo lo ucciderà a forza di leccate (perché questa è una caratteristica assolutamente tipica di tutti i TTB: hanno la lingua più veloce e più assatanata del West!)…ma all’ignaro passante potrebbe pure venire un coccolone, vedendosi arrivare addosso quello che sicuramente identifica come “’u pizzburg assassino” (non aspettatevi che il pubblico medio distingua un amstaff da un pit bull…e ricordate quell’episodio di quel signore, fiero possessore di un siberian husky,a cui è stato chiesto di allontanare da un bar quel “pit bull a pelo lungo, che si sa benissimo che sono i più feroci di tutti!).
La popolazione italiana media, in fatto di cani, è spaventosamente ignorante: quindi sappiate che qualsiasi TTB (ma soprattutto l’Amstaff) sarà additato almeno dieci volte al giorno come “pizzburg” e scatenerà reazioni di panico o di intolleranza.
La migliore risposta (oltre a lasciar perdere queste razze se si è poco disposti a sentirsi dare del criminale e del possessore di cane killer ogni due per tre) sta sicuramente nel dimostrare con i fatti che l’Amstaff (o il “vero” Pit bull, nel caso ne possedessimo uno) è un cane equilibrato, amichevole con le persone…ma soprattutto perfettamente controllabile.
Si ringrazia per la collaborazione e l’idea Valeria Rossi
www.dallapartedelcane.com
www.tipresentoilcane.com